
"Sinceramente,sì,sono
preoccupato ma più per i risvolti umani che geopolitici". Lo
dice al Sir padre Tomaž Majcen,francescano conventuale sloveno
di cinquant'anni,parroco a Nuuk,in Groenlandia. Commentando le
parole del residente Usa Donald Trump,che è tornato nuovamente
a ribadire che gli Stati Uniti "hanno assolutamente bisogno di
quel territorio",ha detto: "Come chiunque vive qui a Nuuk,
sentire da un importante leader mondiale che 'la Groenlandia è
necessaria',suona strano".
"Mi preoccupa il fatto che la nostra casa possa essere
considerata un pezzo di terra piuttosto che una comunità di
persone con famiglie,tradizioni e fede. Anche il tono di molte
di queste dichiarazioni è stato brusco e persino inquietante,
soprattutto quando si accenna al controllo o alla proprietà
della nostra isola. Come sacerdote,credo che la pace e il
dialogo siano più importanti dei conflitti per accaparrarsi
terra o risorse",sottolinea il francescano concludendo: "La
Groenlandia è un luogo meraviglioso e pacifico,e spero che
rimanga tale. La mia speranza è che i leader si concentrino
sulla collaborazione pacifica,piuttosto che fomentare
tensioni".
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