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Condannata a 15 anni la 'regina della ketamina', pusher dell'attore Matthew Perry

2026-04-09 HaiPress

Jasveen Sangha,nota anche come

la 'regina della ketamina',è stata condannata a 15 anni di

carcere per aver fornito la dose letale di ketamina che ha

causato la morte della star di 'Friends',l'attore Matthew

Perry. La donna,ha riferito Abc News,ha ammesso,nell'ambito

di un patteggiamento,di aver collaborato con un altro

spacciatore per fornire all'attore di 'Friends' decine di fiale

di ketamina,inclusa la dose che ha causato la fatale overdose

nell'ottobre 2023. Perry è morto all'età di 54 anni.


L'anno scorso Sangha si è dichiarata colpevole di un capo

d'accusa per aver gestito un locale adibito ad attività di

spaccio,di altri tre capi per la distribuzione di ketamina e di

un ultimo legato alla distribuzione di ketamina con conseguente

morte o gravi lesioni personali: la donna rischiava una pena

massima di 65 anni di reclusione. Nei documenti giudiziari

depositati prima della sentenza,i pubblici ministeri hanno

sostenuto che Sangha dovesse scontare 15 anni di prigione per la

sua "fredda insensibilità e il suo disprezzo per la vita",

aggiungendo che la donna ha mostrato "scarso rimorso". A tal

fine,hanno citato comunicazioni registrate dal carcere in cui,

a loro dire,la donna discuteva dell'"ottenimento di 'marchi

registrati' e dell'acquisizione dei diritti editoriali sugli

eventi legati al caso".


In un memorandum sulla pena depositato il mese scorso,i

procuratori hanno affermato che Sangha gestiva "un'attività di

traffico di droga su larga scala dalla sua residenza di North

Hollywood",dove almeno dal 2019 immagazzinava,confezionava e

distribuiva sostanze stupefacenti,come ketamina e

metanfetamine. Un'attività pericolosa svolta a dispetto della

morte per overdose di due uomini: Perry e,anni prima,Cody

McLaury,residente a Los Angeles,deceduto poche ore dopo che la

'regina della ketamina' gli aveva venduto quattro fiale di droga

nel 2019. "A lei non importava nulla e ha continuato a vendere",

ha accusato la pubblica accusa. Sangha "ha avuto l'opportunità

di fermarsi dopo aver compreso l'impatto della sua attività di

spaccio,ma ha semplicemente scelto di non farlo": ciò ha

giustificato una pena "significativa".


In una dichiarazione sull'impatto del reato,depositata prima

della sentenza,la matrigna di Perry,Debbie Perry,ha affermato

che il dolore causato dall'imputata è "irreversibile".


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