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'Schiavi per costruire Consolato Usa a Milano', fermato manager Caddell

2026-06-01 HaiPress

I pm di Milano Paolo Storari e

Mauro Clerici hanno disposto il fermo per pericolo di fuga di

Ulas Demir,indagato nell'inchiesta sul caporalato per il

restauro e la costruzione del nuovo Consolato Usa di Milano

insieme alla società americana Caddell Construction Co. Demir,

uno dei manager della branca italiana di Caddell,è stato

fermato all'aeroporto di Orio al Serio. Dopo il controllo

giudiziario del 29 maggio in cui sono state riscontrate

"numerose violazioni" nel cantiere Demir,intercettato,ha avuto

una telefonata con un interlocutore sconosciuto,in cui -

secondo i pm - è "chiara la volontà di fuggire" del manager

turco,che il giorno dopo,ovvero ieri,ha acquistato un

biglietto aereo. Demir è stato fermato oggi allo scalo di

Bergamo,da dove stava partendo con la famiglia per Istanbul ed

è stato portato in carcere.


Il 46enne Demir il 29 maggio parlava con il suo

interlocutore,secondo gli inquirenti un superiore,che gli

diceva "Fra Zafer dice che se vieni per ferie sarebbe meglio". E

alla sua domanda "va bene. Non sarebbero dei problemi dopo?",

gli ha risposto "ho parlato anche con Can Celik,loro dicono che

così potrebbero esserci più problemi. Mi ha detto che potrebbe

essere più problematico se succede nell'altro modo",

aggiungendo "quindi qual è la data più vicina in cui puoi

farlo?","Vedi un attimo e parlane con tua moglie".


Nell'inchiesta della procura di Milano sono indagati Demir e

la Caddell in base alla responsabilità amministrativa degli

enti. Da quanto ricostruito in seguito alle indagini dei

carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro,nel cantiere

sarebbero stati impiegati lavoratori "in condizioni di

sfruttamento,approfittando del loro stato di bisogno" in una

situazione di "para-schiavismo". Lavoratori indiani reclutati

dalla Dynamic House di Nuova Dehli che venivano pagati meno di

tre euro l'ora.


Per 10-12 ore di lavoro al giorno in cantiere,sei giorni su

sette,erano pagati 1200-1500 euro,a cui dovevano togliere

quasi 900 euro per pagarsi vitto e alloggio. Tutto ciò dopo aver

versato persino un "pizzo" da 5mila euro nel loro Paese agli

"intermediari" che gli avevano "permesso" di arrivare in Italia

a lavorare,senza conoscere la lingua,firmando carte che non

sapevano leggere,tra insulti,botte e minacce.


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