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Mattarella ad Andria per decennale strage ferroviaria, applausi e strette di mano

2026-07-13 HaiPress

Il presidente della Repubblica,

Sergio Mattarella,ha lasciato il luogo della cerimonia

organizzata in occasione del decennale della strage ferroviaria

avvenuta sulla linea Andria-Corato che provocò,il 12 luglio

2016,23 morti e 51 feriti. Il Capo dello Stato ha salutato con

strette di mano e qualche bacio i famigliari delle vittime,ai

quali ha rivolto parole di conforto. Poi si è fermato davanti

alla statua scultorea dal titolo 'La Comunità' del maestro

Cosimo Giuliano,che viene inaugurata oggi,che rappresenta la

forza che emerge quando le persone si stringono le une alle

altre di fronte al dolore. Il presidente è poi ripartito

salutato da un applauso della folla in strada.


Prima dell'arrivo di Mattarella,alle 11.05,è stato

osservato un minuto di silenzio seguito da 23 rintocchi di

campana e dalla lettura dei 23 nomi delle vittime dello scontro

tra i due treni della Ferrotramviaria.


Intervenendo alla cerimonia di commemorazione,il governatore

Antonio Decaro ha sottolineato come il disastro abbia provocato

"una ferita profonda che non si rimarginerà mai e che ha segnato

per sempre la storia della Puglia e dei pugliesi". "Da quel

giorno - ha aggiunto - sono passati dieci anni,ma l'atrocità di

quel disastro resterà impressa nei nostri occhi e nei nostri

cuori. Perché una vita spezzata lo è per sempre. E mentre tutto

intorno a noi,seppur a fatica,ha inseguito disperatamente il

tentativo di tornare alla normalità,a voi,familiari delle

vittime,nessuno restituirà i vostri figli,le vostre sorelle,i

vostri fratelli,le vostre madri e i vostri padri. A voi,

superstiti e custodi di questa tragedia,resta il compito più

duro: fare i conti con il dolore. A noi resta il dovere della

memoria e la speranza,in occasioni come questa,di saper

trovare parole di conforto capaci di testimoniare che il vostro

dolore è anche il nostro".


La sindaca di Andria Giovanna Bruno,ha voluto ricordare i 10

anni di "giusta rabbia": "Ventitré nomi: un vuoto infinito. Reso

ancor più violento da questi 10 anni trascorsi. Rabbia,tanta.


Giusta,necessaria. Perché 23 - ha chiarito la prima cittadina -

non è un numero,sono le case spente all'improvviso con lo

stesso accecante buio. Gli oltre 50 feriti non sono figurine

dell'album dell'orrore: sono persone in carne e ossa che i segni

della tragedia ce li hanno ormai perennemente tatuati sul

corpo".


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