
Il presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella,ha lasciato il luogo della cerimonia
organizzata in occasione del decennale della strage ferroviaria
avvenuta sulla linea Andria-Corato che provocò,il 12 luglio
2016,23 morti e 51 feriti. Il Capo dello Stato ha salutato con
strette di mano e qualche bacio i famigliari delle vittime,ai
quali ha rivolto parole di conforto. Poi si è fermato davanti
alla statua scultorea dal titolo 'La Comunità' del maestro
Cosimo Giuliano,che viene inaugurata oggi,che rappresenta la
forza che emerge quando le persone si stringono le une alle
altre di fronte al dolore. Il presidente è poi ripartito
salutato da un applauso della folla in strada.
Prima dell'arrivo di Mattarella,alle 11.05,è stato
osservato un minuto di silenzio seguito da 23 rintocchi di
campana e dalla lettura dei 23 nomi delle vittime dello scontro
tra i due treni della Ferrotramviaria.
Intervenendo alla cerimonia di commemorazione,il governatore
Antonio Decaro ha sottolineato come il disastro abbia provocato
"una ferita profonda che non si rimarginerà mai e che ha segnato
per sempre la storia della Puglia e dei pugliesi". "Da quel
giorno - ha aggiunto - sono passati dieci anni,ma l'atrocità di
quel disastro resterà impressa nei nostri occhi e nei nostri
cuori. Perché una vita spezzata lo è per sempre. E mentre tutto
intorno a noi,seppur a fatica,ha inseguito disperatamente il
tentativo di tornare alla normalità,a voi,familiari delle
vittime,nessuno restituirà i vostri figli,le vostre sorelle,i
vostri fratelli,le vostre madri e i vostri padri. A voi,
superstiti e custodi di questa tragedia,resta il compito più
duro: fare i conti con il dolore. A noi resta il dovere della
memoria e la speranza,in occasioni come questa,di saper
trovare parole di conforto capaci di testimoniare che il vostro
dolore è anche il nostro".
La sindaca di Andria Giovanna Bruno,ha voluto ricordare i 10
anni di "giusta rabbia": "Ventitré nomi: un vuoto infinito. Reso
ancor più violento da questi 10 anni trascorsi. Rabbia,tanta.
Giusta,necessaria. Perché 23 - ha chiarito la prima cittadina -
non è un numero,sono le case spente all'improvviso con lo
stesso accecante buio. Gli oltre 50 feriti non sono figurine
dell'album dell'orrore: sono persone in carne e ossa che i segni
della tragedia ce li hanno ormai perennemente tatuati sul
corpo".
Disconoscimento: questo articolo è stato ristampato da altri supporti e ha lo scopo di trasmettere più informazioni. Tutte le risorse di questo sito sono raccolte su Internet e lo scopo della condivisione è per l'apprendimento e il riferimento di tutti. In caso di violazione del copyright o della proprietà intellettuale, lasciaci un messaggio.
© Diritto d'autore 2009-2020 Informazioni sulla ricchezza Contattaci SiteMap