
"Dichiarazioni fumose,assolutamente
generiche e prive di qualsivoglia indicazione concreta
suscettibile di riscontro". Lo scrive il gip di Roma
nell'ordinanza con cui ha confermato il carcere per Valter
Lavitola. Il giudice cita il parere negativo della Procura alla
scarcerazione affermando che il movente raccontato da Lavitola è
"inverosimile" ma "anche in contraddizione con quanto emerso
dalle indagini: Lavitola asserisce che,poco prima
dell'attentato,aveva appreso di un non meglio specificato
progetto omicidiario nei confronti del Ranucci ad opera
dell'intelligence israeliana causato dal servizio realizzato da
Report sulla vicenda del cantiere navale "Vittoria". Tale
notizia lo avrebbe fortemente preoccupato per le sorti
dell'amico,spingendolo a realizzare l'attentato del 16 ottobre
scorso". Un dato definito dalla procura "privo di riscontro". Il
gip afferma che l'indagato "pur ammettendo di essere il mandante
dell'azione delittuosa,ha cercato di ridimensionare fortemente
il ruolo svolto nell'organizzazione dell'azione criminosa,
negando di essere a conoscenza delle modalità - aggiunge - di
esecuzione concretamente messe in atto,negando di avere svolto
il sopralluogo in data 15 settembre 2025 e ha offerto un movente
diverso,volto evidentemente a dimostrare come avesse agito
esclusivamente nell'interesse della persona offesa e non anche
per fini personali".
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