
"Gli atti dimostrano che lo stesso
Ranucci aveva chiesto di aumentare la scorta". Così Sergio Cola,
avvocato di Valter Lavitola,in carcere perché accusato di
essere il mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci. Riguardo
agli aspetti delle dichiarazioni del suo assistito ritenuti
'fumosi' dai magistrati,il legale riferisce che gli stessi
coimputati nell'inchiesta,gli esecutori dell'attentato,
sostengono in alcune dichirazioni che "loro non avevano alcuna
intenzione di far del male a Ranucci,lo si vede dalle modalità
dell'attentato". In merito all'ipotesi di un 'terzo livello'
nella vicenda,l'avvocato commenta: "congetture". E aggiunge: "è
intuibile che dopo l'attentato Ranucci avesse capito chi fosse
il mandante".
Nei primi giorni della prossima settimana i legali
presenteranno una nuova richiesta di riesame sulle misure
cautelari di Lavitola. Si sta valutando inoltre un'integrazione
delle dichiarazioni di Lavitola con la richiesta di un nuovo
interrogatorio riguardo ad alcuni aspetti ritenuti 'fumosi' dai
magistrati. Uno degli avvocati,Arturo Cola,visiterà domani
l'ex imprenditore detenuto nel carcere di Rebibbia.
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