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Lavitola ai pm, 'non sono stato io e non ho idea del movente'

2026-07-09 HaiPress

"Non sono stato io,non so chi possa

essere stato e non ho idea del movente". E' quanto avrebbe

sostanzialmente detto Valter Lavitola,in base a quanto si

apprende,nel corso di dichiarazioni spontanee fatte davanti ai

pm della Procura di Roma che lo hanno indagato per strage

nell'ambito della vicenda legata all'attentato al giornalista

Sigfrido Ranucci. Lavitola si è,quindi,avvalso della facoltà

di non rispondere ma si è detto "sconcertato" dell'accusa di

essere il mandantte alla luce dei rapporti di "fraternità" che

lo legano a Ranucci. In merito alla sua presenza sul luogo

dell'attentato circa un mese prima dei fatti,l'indagato ha

sostenuto che spesso "andava lì a trovare Ranucci". Sul ruolo

del presunto intermediario,Gomes Clesio Tavares,ha spiegato di

"non averlo mandato in Camerun",lui "sta spesso li e ciò è

riscontrabile dal suo passaporto. Ora si trova nel suo Paese di

origine per un affare sul carbon credit".


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